Io non ti conosco

Dopo l’universale successo del suo primo romanzo, diventato un bestseller (Non ti addormentare), torna S. J. Watson con il suo secondo libro, pubblicato nel 2015 da Piemme Edizioni, un altro thriller psicologico da leggere tutto d’un fiato. Un’altra storia ricca di suspense e colpi di scena, introspettiva e chiarissima in ciò che vuole raccontare. Si tratta di un volume piuttosto corposo (446 pagine) ma velocissimo da leggere, proprio perché non si vede l’ora di scoprire come andrà a finire. Da divorare.

ionontic

Julia è una donna sulla quarantina che dalla vita ha avuto tutto. Dopo aver superato un periodo piuttosto cupo, in cui viveva a Berlino con il fidanzato Marcus e da cui viene salvata da Hugh, storico amico di famiglia che diventerà suo marito, a Londra. Insieme adottano Connor, il figlio della sorella di Julia, Kate, che a causa della giovane età non riesce ad occuparsi di lui. Oggi Julia fa la fotografa, Hugh è un famoso chirurgo, Connor è uno studente quattordicenne e Kate vive a Parigi con l’amica Anna.

La passione di Julia per la fotografia e per la documentazione, però,  le si rivolterà contro.

Fotografavo. Sempre. Come se pensassi che una vita non documentata non potesse dirsi tale.

Un giorno di primavera, tornando a casa da una mostra fotografica, Julia viene informata che sua sorella Kate è morta. Assassinata. Recandosi a Parigi per il funerale, Julia fa conoscenza con Anna, che un po’ per volta la mette al corrente delle abitudini della sorella. Così Julia scopre che Kate era solita frequentare dei siti di incontri, dove conosceva uomini per incontrarli o per fare sesso virtuale. Alla ricerca disperata di risposte e convinta che l’assassino di Kate sia un uomo che la contattava online, Julia decide di creare un suo profilo su Encountrz.com, usando il nome Jayne. Presto entra in contatto con Largos86, un ragazzo più giovane di lei di nome Lukas, e cerca di indagare sulla morte di sua sorella, ma è impossibile che sia stato lui: quando Kate è stata uccisa, lui si trovava in Australia.

Infatti, viaggia molto per lavoro e, capitando a Londra, chiede a Julia di incontrarsi. Lei accetta, convincendosi di essere alla ricerca della verità, ma in realtà è chiaro che sotto c’è qualcosa di più. Finiscono a letto assieme e la relazione si trascina per qualche tempo, finché Lukas inizia a diventare ossessivo e violento. Allora Julia decide di troncare il rapporto, ma continua a sentirsi perpetuamente in pericolo. Inoltre, presa da questa nuova situazione, ha trascurato la sua famiglia, in cui iniziano ad affiorare i problemi da quando Kate è morta.

“Tutto questo è successo perché ho provato ad avere più di quello che mi era dovuto. Più di quello che meritavo. Ho avuto una seconda possibilità, una seconda vita, e non mi è bastata. Ho preteso di più.”

Hugh consiglia a Julia di vedere un terapeuta, anche perché il suo alcolismo apparentemente sconfitto sembra riemergere, e Connor è sempre più chiuso in se stesso, aggrappato ai social network. L’unica persona in cui Julia sente di poter trovare sostegno è proprio Anna, che sta per arrivare a Londra per lavoro. Le annuncia subito che sta per sposarsi con Ryan, glielo farà conoscere qualche giorno dopo, quando andranno a cena a casa loro. Ma Julia non riesce ad essere felice per questa novità, per di più ha altre difficoltà a cui pensare: i problemi sul lavoro di Hugh, l’amicizia con Adrienne, che sta trascurando, alcuni disguidi con Maria e Paddy, una coppia di amici, e Connor che è sempre più distante, anche a causa della nuova fidanzatina, Evie.

pcDa questo punto, la situazione, tesa sin dall’inizio, precipita, sfuggendo di mano a Julia, mentre sta cercando di aggiustarla. Evito ogni spoiler perché penso che valga la pena di scoprirli ognuno per conto proprio. Anche perché vi assicuro che non ci vorrà molto, dal momento che è davvero difficile staccare gli occhi da queste pagine.

L’autore, con un ragionamento che ricorda il mitico Pirandello, ci fa riflettere sulle personalità delle persone, sulle maschere che si indossano a seconda di chi si ha davanti e sulle vite nascoste che ognuno di noi può avere:

“Con improvvisa chiarezza mi rendo conto che indossiamo tutti delle maschere, sempre. Al mondo, agli altri, presentiamo solo una faccia: mostriamo un volto diverso a seconda delle persone con cui siamo e di quello che ci si aspetta da noi. Ma anche quando siamo soli indossiamo una maschera, la versione di noi stessi che vorremmo essere.”

“Ma è una recita, sto solo fingendo di essere una persona normale. Non sono io.”

La vicenda è intrisa di segreti che sembrano piccoli ma in realtà comportano conseguenze enormemente complicate, di passati individuali non troppo sepolti che continuano a riaffiorare, di sfiducia verso gli affidabili che non si rivelano tali e di fiducia nelle persone sbagliate e di una ricerca di verità e felicità che è puramente utopica.

“Ha un tono deciso, e per un attimo sembra così disperato, il suo desiderio così intenso che sento un’emozione improvvisa che mi coglie di sorpresa. Felicità. Avevo dimenticato com’era la felicità pura e senza complicazioni. E’ più potente di qualsiasi droga. […] Sono felice per me, perché ora ho qualcosa che è solo mio. Una cosa privata, segreta. Che non appartiene a nessun altro. Posso tenerla nascosta in una scatola e tirarla fuori ogni tanto. Come un tesoro.”

Due minuscole pecche che, devo ammetterlo, ho notato a fatica. Però:

  • Lo svolgimento della storia è molto lungo, sjwatsonma quando si arriva al finale succede tutto
    troppo in fretta. Personalmente avrei voluto che durasse un po’ di più e che fosse esplicitato molto più chiaramente, invece è tutto molto concentrato.
  • Il finale è aperto, ognuno lo interpreta come vuole, come può. Io avrei preferito che fosse inequivocabile, perché sono stata un po’ a fissare le ultime righe in cerca di un’ispirazione sulla conclusione, ma non ne ho avute. Ma questo è per gusto personale.

Comunque sono piccolezze, tutto sommato è un libro grandioso, anzi, un signor libro!

Ancora una volta S. J. Watson incanta il lettore con questo thriller psicologico mozzafiato e lo trascina dentro la mente di una donna che non fa altro che pensare, che si pone domande a cui sembra troppo difficile trovare risposte, invece arrivano, poco alla volta. Se siano risposte corrette o sbagliate, lo scoprirà il lettore pagina dopo pagina, pensando insieme a Julia.

C’è da dire che lo stile di pensiero e di scrittura si è mantenuto pressoché invariato dal suo primo libro: Julia sembra ragionare nello stesso modo di Christine, la differenza è che a una delle due la memoria è rimasta. Tuttavia, essendo uno stile molto scorrevole, pulito e per nulla pesante, non dà fastidio, risulta piacevole anziché ridondante. Quindi lo scrittore riesce, ancora una volta, a calarsi magistralmente nei panni di una donna.

Spero che, nel caso in cui venga tratto un film da questo romanzo, sia migliore della pellicola di Non ti addormentare, che non è assolutamente all’altezza del cartaceo (come spesso, purtroppo, accade). E spero anche che arrivi presto il terzo libro di S. J. Watson!

Grazie Katherine e Fabio per il regalo.♥

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