Non ti addormentare

Non ti addormentare è il consiglio della Christine di oggi per la Christine di domani. Non ti addormentare è anche il primo romanzo (2011), diventato bestseller, di S. J. Watson, scrittore inglese che si sta affermando a livello mondiale, conquistando i lettori con il suo stile mai scontato e con le sue storie ricche di colpi di scena e di suspense.

Christine Lucas è, appunto, la protagonista di questo stravolgente thriller psicologico.

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Christine è una bella signora di mezz’età che ogni mattina si sveglia senza memoria di chi è e di cos’è avvenuto. Ricorda vagamente soltanto avvenimenti e fatti di venti o trent’anni fa. Non riconosce la casa in cui vive e non ricorda il volto di suo marito. Proprio Ben, ogni giorno, fa sì che lei ricostruisca parte della sua vita, attraverso alcune foto appese in bagno, un album di fotografie e poco altro. Le spiega che è stato un incidente, anni prima, a ridurla così.

Un giorno, dopo che Ben è andato a lavoro, Christine riceve una telefonata da un certo dottor Nash. Che strano, Ben non gliene aveva parlato. Durante il loro incontro, il dottor Nash le spiega che, all’insaputa di suo marito, affinché non si senta inibita, lei sta tenendo un diario quotidiano in cui annota ciò che le succede, in modo da non dimenticarlo. Christine, una volta tornata a casa, corre a cercarlo e scopre che, proprio lei, sulla prima pagina del suo diario ha annotato: NON FIDARTI DI BEN.

Così Christine inizia a leggere la sua storia. Scopre che in qualche momento ha avuto dei momenti di lucidità, dei ricordi del suo passato, della casa in cui era cresciuta, di sua madre e di suo padre. Ben le ha spiegato che si sono conosciuti all’università, lui studiava chimica, lei era laureata in Lettere e sognava di scrivere romanzi. Dopodiché si sono fidanzati e sposati, ed erano felici. Nella casa dove vivevano prima, però, c’era stato un incendio, quindi hanno perso molti ricordi del passato. Ricordi che sarebbero stati utili per ricostruire la memoria di Christine. Gli chiede, avendo avuto una sensazione al riguardo, se scrivesse dei libri una volta. Ben risponde di no, faceva la segretaria in uno studio legale, poi è stata investita tornando da lavoro, e, inoltre, no, non hanno avuto figli.

Guardando i fuochi d’artificio, quella sera, le torna in mente un altro ricordo: è ad una festa con tante altre persone, si trova sul tetto a guardare i fuochi d’artificio con una cara amica dai capelli rossi., di cui però non ricorda il nome, e nemmeno Ben le è d’aiuto per suggerirglielo. Le dice che, nonostante abbia spesso dei ricordi, di lui non si ricorda mai.

L’autore riesce a catturare il lettore in ogni riga, rendendo quasi un dispiacere dover alzare gli occhi dal libro; si vuole assolutamente scoprire ciò che succederà: che fine farà Christine?

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La scrittura del diario in prima persona ci fa entrare nella testa di Christine, permettendoci di provare le sue emozioni e di confonderci, restando col fiato sospeso ad ogni pagina. Ogni giorno riesce ad annotare nuove scoperte che altrimenti andrebbero perdute e, come supposto dal dottor Nash, Christine fa grossi progressi, anche grazie alle visite alla sua vecchia casa, all’ospedale dov’è stata ricoverata dopo l’incidente e alla risonanza magnetica a cui si è sottoposta. Infatti, inizia a ricordare anche un romanzo che stava scrivendo, una gravidanza vissuta, un’aggressione. Non sa se si tratta del suo reale passato o se sia solo frutto della sua immaginazione, così cerca di informarsi come può, facendo domande a suo marito e al suo dottore.

Dopo aver capito che Christine stava recuperando alcuni vecchi ricordi, Ben, consapevole che la mattina seguente se ne sarà già dimenticata, decide di mostrarle altre cose, altri segreti, che lui considera pericolosi. Infatti ha paura che Christine, se le vedesse ogni mattina come se fosse la prima volta, rimarrebbe scioccata. Christine capisce la scelta di suo marito, sa che vuole proteggerla e al tempo stesso risparmiarsi una dolorosa fatica quotidiana, ma allo stesso tempo le costa molto giustificarlo, perché lei vuole conoscere la verità.

Ecco perché continua ad investigare nella sua vita, e pian piano nuove scoperte la inondano di sollievo, di sospetti e di terrore. Le sue infinite domande iniziano ad avere risposte e proprio queste risposte la condurranno su una strada agghiacciante. Il lettore inizia lentamente a riconoscere le bugie, a scinderle dalla verità, ed è facile che si faccia una chiara idea di come siano andate le cose, che riesca a risolvere il mistero, nonostante sia difficile darsi una spiegazione. L’autore, però, riesce, con una calma quasi irritante per chi non vede l’ora di conoscere la verità, a sciogliere tutti i nodi, raccontando in modo avvincente la vera storia di Christine, mantenendoci col fiato sospeso fino alle ultime pagine.

Si tratta, quindi, di un romanzo che va oltre il thriller, arrivando a toccare corde profonde dell’animo umano, grazie a riflessioni mai scontate su quanto sia importante la memoria per renderci gli individui che siamo. Da leggere assolutamente. Non ve ne pentirete.

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Da questo romanzo è stato tratto il film Before I go to sleep (2014) di Rowan Joffè, che riunisce straordinari attori: Nicole Kidman (Christine), Colin Firth (Ben) e Mark Strong (dottor Nash). Personalmente, avendo letto il libro e visto il cast stellare, sono rimasta piuttosto delusa dalla trasposizione cinematografica. Sebbene il romanzo sia molto lungo, il film è troppo corto, manca di scene, secondo me, importanti, risulta ripetitivo e la mia aspettativa di ritrovare i colpi di scena di cui avevo letto non è stata realizzata. Ciò nonostante, ho trovato l’interpretazione di Nicole Kidman molto coinvolgente, realistica ed emotiva; il cast si è rivelato la parte migliore di questa produzione.

Insomma, il film è mediocre tanto quanto è eccezionale il romanzo, per cui affrettatevi a leggerlo, sarà una piacevole sorpresa. Nel frattempo, io leggerò il secondo libro dell’autore: Io non ti conosco.

Buona lettura!

Augurerei anche una buona visione, ma non credo proprio ne valga la pena. Nel caso in cui qualcuno abbia visto il film (e/o letto il libro, ovviamente), mi dica che ne pensa.

 

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