Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore

Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore è tante cose. E’ una filosofia di vita, è un consiglio, un punto di vista. Tutto vero, ma è soprattutto il nome della pagina Facebook, nata ormai sei anni fa e seguita da (in questo momento) 191.976 persone, di Susanna Casciani, insegnante fiorentina di trent’anni. Negli scorsi mesi, Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore è diventato un libro e, mentre la primavera irrompeva nelle nostre giornate, il 22 marzo è uscito nelle librerie, edito da Mondadori.

 

megliosoffrire

E’ superfluo dire che, ammirando da anni Susanna Casciani, sono corsa il giorno stesso ad acquistarlo. Poco dopo l’ho letto e da più di un mese è, finito, sulla scrivania ad aspettare di essere recensito.

Chi segue Susanna Casciani sa che quest’occasione le è capitata per caso, per sbaglio: insomma, non se l’è cercata. E’ stata contattata dalla Mondadori, che le ha proposto di pubblicare una raccolta dei testi che aveva scritto nel corso degli anni. Ma queste parole, già lette e conosciute dai followers, si sono arricchite, diventando una storia vera e propria, quindi un romanzo. Un romanzo che, come previsto, è andato a ruba, riscuotendo parecchio successo e dando il via ad altre iniziative. Infatti i lettori scattano una foto della loro copia nel luogo in cui si trovano e in seguito viene condivisa dalla scrittrice. Inoltre, oggi Susanna è presente al Salone Internazionale del Libro di Torino, ed è stata e sarà in giro per le città per i suoi firmacopie.

Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore racconta la storia di due ragazzi che c’erano una volta, “c’erano una volta perché adesso non ci sono più“, Anna e Tommaso. Infatti, dopo qualche anno di convivenza, Tommaso lascia Anna. Anna lo sapeva, perché le piccole cose non sembrano più tanto piccole quando vedi dove hanno portato, e per di più “conosceva le regole: non chiamarlo, non cercarlo, non seguirlo (!), non inviargli messaggi, bloccarlo su ogni social network, non giocarsi la dignità“. E così Anna inizia a tenere un diario, mezzo attraverso cui continuare a parlare con Tommaso.

Questo diario è un manifesto all’introspezione. Riesce a descrivere con emotività mai scontata i passaggi che avvengono nel cervello di una ragazza dopo una rottura. Il dover re-imparare a stare da sola, l’evitare le persone che farebbero troppe domande, l’odiarsi e il farsi forza, la voglia di rimettersi in piedi ma il senso di colpa ma le accuse all’altro, le ammissioni ma soprattutto i ricordi, così indelebili quanto dolorosi, quelli dell’inizio, in cui tutto appariva idilliaco.

Molte di queste riflessioni erano già state lette nella pagina di Susanna, che ha conquistato i cuori di migliaia di persone con il suo sentimentalismo che, a dirla tutta, manca un po’ nel mondo di oggi. Perché lei, in mezzo a tutto questo cinismo e nonostante la strafottenza della gente, nell’amore ci crede. Grazie al suo linguaggio fresco e intimo, riesce a dare una chiara idea delle emozioni che sono obiettivamente difficili da spiegare a parole.

Se almeno fosse maggio, se almeno fossi bella,
se almeno sapessi ballare, se almeno si vedessero le stelle,
se almeno avessi un sogno,
se almeno tu fossi ancora qui,
se almeno la mia voce si sentisse dappertutto,
se almeno qualcuno mi amasse da morire,
da lontano,
in segreto,
da anni,
se almeno avessi paura solo delle cose brutte e non anche di quelle belle,
se almeno ci fosse silenzio per via di un bacio.
suz
Dopo la fine e il diario di Anna, viene raccontato l’inizio, i primi dolci momenti che i due ragazzi hanno vissuto assieme, ognuno con le proprie nubi in testa e pesi nel cuore, innamorandosi l’uno dell’altra e scegliendosi con cura ogni giorno. Nonostante tutto.
“Era inevitabile. Ci sono storie che, nonostante tutto l’amore e l’impegno possibili, non ce la fanno. Ci sono storie che fin dall’inizio si capisce che non potranno che andare a finire male perché per ogni bacio e per ogni giorno colorato ci costringono a una fatica immane. Ci sono storie in cui non si fa altro che lottare contro un passato troppo ingombrante, ritrovandosi inevitabilmente a perdere. Poi ci sono le altre storie, quelle che sembrano essere, appunto, inevitabili. Il mondo pare cospirare per farle nascere e tutto avviene in maniera estremamente semplice.”
Dopodiché torniamo al diario di Anna, dove scrive che sogna il ritorno di Tommaso, che riacquista piano piano un po’ di entusiasmo e di speranza, che torna da se stessa e a pensare a se stessa, ad odiare e ad amare ancora, che si abitua e che, poco a poco, rinasce.
“Quel giorno mi ero ritrovata a prendere una decisione importante: diventare una di quelle persone che non dimenticano ciò che amano solo perché stanno cambiando, solo perché non c’è più tempo, solo perché sono state ferite, solo perché ormai è tardi per essere le migliori in qualcosa.”
La storia è punteggiata da colpi di scena raccontati con una tenerezza che fa sì che il lettore si affezioni ai protagonisti, proprio per merito delle parole di Susanna, che fanno breccia nel cuore di adolescenti e adulti e anziani, semplicemente perché sono capaci di raccontare la verità, verità in cui chiunque può ritrovarsi.
L’autrice è capace di far sbocciare da ogni pagina una dolcezza calda come un abbraccio, che ti fa sentire coccolato.
“Tu ringrazia, ringrazia tutti quelli che ci sono stati e che per un po’ ti hanno resa felice. Anche se non ce l’hanno fatta a rimanerti accanto. Non odiarli. Siamo deboli, siamo così deboli e fragili che ci è impossibile non ferirci a vicenda. E’ solo un tentativo come un altro di sopravvivere. E’ solo paura.”
IMG_5772
Le parole di Susanna, personalmente, mi hanno fatto riflettere molto e mi hanno permesso di guardare dentro me stessa mettendo a fuoco elementi che prima non avevo nemmeno notato. Ho capito tante cose del mio passato e del mio presente. Questo perché, credo, Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore è una storia che ognuno di noi ha vissuto almeno una volta, ci innamoriamo e veniamo abbandonati, ci spegniamo, ma in qualche modo riusciamo ad andare avanti. Il bello è che la storia è diversa per ogni persona, ci sono sfumature e dettagli che rendono unica ogni esperienza di questo tipo, ed è sempre confortante conoscere le storie degli altri. Perché non sei solo.
In questo mondo, non sei solo.
E se ti spegni, se pensi di non amare più, di non lasciarti coinvolgere per non stare male, sappi che non ne vale la pena e prima o poi tornerai ad amare. Ad essere romantico e vulnerabile, perché in fondo è una forza.
“Meglio conservare il nostro amore: magari ora pensiamo che sia la nostra rovina, in realtà sarà la nostra salvezza. Meglio non perdere la pessima abitudine di crederci. Meglio restare allenati all’amore. Meglio farsi trovare pronti.”
Grazie, Susanna, per questo spicchio di vita, per averci regalato i sentimenti che al giorno d’oggi è molto difficile trovare, nel mondo e nei libri. Grazie per l’amore che traspare dalle pagine del tuo libro, per i consigli, per averci fatto respirare un po’ di vita.
Attendiamo il prossimo. Io e le altre 191.976 persone che non mettono in un ripostiglio il cuore.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...